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a cura del dott. Gaspare Bonomo.

  
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Sicilia: gli organismi di sperimentazione e formazione abbondano ma l'agricoltura è poco competitiva

 

(Pubblicato su Colture Protette n. 7, 2007- Pianeta Sicilia)

La formazione, l’informazione e la ricerca  rappresentano  gli strumenti principali del sistema della conoscenza e di cui l’agricoltura dovrebbe avvalersi per innalzare la propria competitività e   migliorare la gestione del territorio e dell’ambiente.

In questo campo la Sicilia è forse la Regione che ha  investito di più. Infatti, oltre alle tradizionali strutture di ricerca (Università, Istituti sperimentali del C.R.A e Istituti  e Centri del CNR), ai tre Enti strumentali (Istituto regionale della  vite e del  vino, Istituto regionale dell’olivo e dell’olio, Ente Sviluppo agricolo) in Sicilia operano anche:

  • otto Consorzi di ricerca;
  •   il Centro di ricerca iblea a Vittoria;
  •   la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia a Caltagirone (Ct);
  •   il Centro di Eccellenza per la Ricerca e l’Innovazione della Filiera Cerealicola a Raddusa (Ct);
  •   il Centro di ricerca per l’innovazione della filiera vitivinicola a Marsala;
  •  il Centro sperimentale zoootecnico per la Sicilia a Palermo;
  •  diversi laboratori di analisi;
  •  una Biofabbrica a Ramacca(Ct).  

e sono in fase di attivazione:

·        il Centro di ricerca per biotecnologie applicate a Santa Margherita Belice(Ag);

·         il Centro per l'innovazione della filiera vivaistica a  Campobello di Mazara (Tp)

·          l’Unità Operativa per l'innovazione dell'ortoflorovivaismo   a Comiso (Rg);

·         l’Unità Operativa per l'innovazione   delle colture protette a Comiso (Rg).

Inoltre  la Sicilia dispone di una capillare rete di assistenza tecnica e divulgazione agricola costituita da 49  Unità operative e 16 sportelli per l'innovazione  dell’Assessorato regionale  agricoltura, in cui operano gli  800 divulgatori agricoli assunti e formati in base al Reg. CEE 270/79   e da 32 Sezioni Operative dell’Ente  di Sviluppo Agricolo.  A questo è da aggiungere anche  la notevole attività svolta dagli Enti di formazione professionale finanziata dal  FSE. Nonostante la presenza di  tutte  queste   strutture l’agricoltura siciliana  nella maggior parte dei suoi comparti produttivi non riesce ad essere competitiva e gli  addetti agricoli  traggono dalla loro attività un reddito insufficiente a  fare fronte alle loro esigenze di sostentamento.  Questo stato di debolezza  e di arretratezza dell’agricoltura siciliana viene riconosciuto anche dagli organismi di programmazione della Regione Siciliana, che nel  PSR 2007-2013 così descrivono la situazione siciliana: «la grande maggioranza delle imprese siciliane si caratterizza per ridotte dimensioni aziendali, elevati costi di produzione (a causa prevalentemente di sistemi di allevamento obsoleti e/o colture difficilmente meccanizzabili), scarsa implementazione di innovazioni tecnologiche, difficoltà di reperimento di manodopera, in particolare di quella specializzata, elevati costi di commercializzazione dovuti alla carenza ed inefficienza del sistema dei trasporti, ridotta capacità di gestione, difficoltà tecnico-organizzative legate anche alla carenza di servizi e di infrastrutture. Questi fattori condizionano la competitività delle imprese, nonché la loro capacità di adeguare le proprie strutture aziendali (difficoltà di accesso al credito e minore propensione all’investimento)».

 Le cause di questa contraddizione tra gli enormi investimenti in materia di servizi e la scarsa propensione dell’agricoltura a rinnovarsi sono forse  da ricercare nel  fatto che ormai nessuno si preoccupa di programmare le attività formative, informative e di ricerca  sulla base di studi che  individuino le esigenze delle diverse realtà. Inoltre le istituzioni pubbliche che finanziano  le attività non  effettuano  alcuna verifica sulle ricadute  aziendali e continuano ad elargire finanziamenti per iniziative di nessuno interesse per l’innovazione  dell’agricoltura. La verità è che nessuna delle innovazioni tecnologiche e nessuno dei moderni modelli produttivi e organizzativi riscontrabili nelle aziende agricole siciliane si possono considerare riconducibili all’azione delle strutture che operano nel sistema delle conoscenze. Ormai queste strutture e il mondo agricolo si comportano come separati in casa: non si parlano e ognuno continua ad andare per la propria strada. Eppure le strutture che erogano servizi hanno tutto l’interesse a mantenere in vita l’attuale sistema agricolo, altrimenti verrebbe meno la fonte di nutrimento del loro stato parassitario e la possibilità di attingere ai numerosi finanziamenti regionali, nazionali (legge 499/99 soprattutto) e dell’Unione Europea.

Gaspare Bonomo

 
Corso sul Florovivaismo a Marsala

(Pubblicato su Flortecnica 4 - 2007) 

L'E.S.A. Sopat di Marsala (L'Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana) ha organizzato lo scorso 20 e 21 marzo, presso l'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura di Marsala, un corso di aggiornamento per operatori del settore florovivaistico. Il corso coordinato dal responsabile dell'E.S.A. Dott. Gaspare Bonomo è stato messo a punto in collaborazione con Michele Canale e le principali aziende del marsalese produttrici di piante in vaso e da Florabella. Le lezioni teorico-pratiche sono state svolte dal Dott. Valter Pironi (Le tecniche produttive, modelli produttivi, ambiente di coltivazione, tecniche di allevamento e coltivazione, substrati, irrigazione, concimazione) e da Arturo Croci (Il mercato florovivaistico delle piante in vaso, nazionale ed europeo. Scelta delle specie, delle taglie e dei canali distributivi). Il florovivaismo nella Provincia di Trapani ha ancora enormi potenzialità e possibilità di sviluppo: vi sono delle buone condizioni climatiche nel periodo invernale; sono ancora disponibili terreni con acqua per l'rrigazione a costi contenuti; vi sono delle aziende leader a livello europeo che possono trasferire innovazione alle altre aziende del territorio ed infine vi sono Scuole professionali che forniscono una preparazione agronomica indispensabile per iniziare la professione florovivaistica. Per contro vi è il problema della distanza dai mercati al consumo e una scelta produttiva poco indirizzata alle reali esigenze del mercato. Grazie al Dott. Gaspare Bonomo e ad operatori come Michele Canale dieci anni fa sono nate a Marsala le 'Porte aperte' che hanno messo in contatto diretto i produttori locali con le grandi realtà commerciali del nord (modello che è servito da esempio a tante altre iniziative in altre regioni italiane), adesso i corsi teorico-pratici sono un altro importante tassello di un progetto di sviluppo che sicuramente apporterà benefici agli operatori e a tutto il settore.

 
Alcune immagini del corso a Marsala durante una lezione del dott. Valter Pironi.

 Un momento delle vendite alla nuova sede di Florabella.

 Sotto il manifesto del 1977 relativo alla 1a Mostra del  Florovivaismo Marsalese da dove sarebbero nate le Porte aperte nel Marsalese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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