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a cura del dott. Gaspare Bonomo.

  
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Scritto da Gaspare Bonomo, Vincenzo Maltese   
lunedì 01 febbraio 1999

(Colture Protette n. 2, 1999- Pianeta Sicilia)

LA DIFESA DELLA FRAGOLA DURANTE LA FIORITURA E LA RACCOLTA 

A partire dal mese di febbraio la difesa della fragola assume un’importanza rilevante per quanto riguarda le tecniche da adottare. Infatti, in questo periodo, a seconda del materiale di propagazione impiegato, si riscontrano sulle piante sia fiori che frutti. Pertanto è importante utilizzare mezzi di difesa che non danneggino l’attività degli insetti pronubi e che non creino problemi dal punto di vista igenico-sanitario. Ciò è realizzabile seguendo i criteri della lotta integrata. I prodotti chimici di sintesi vanno utilizzati solo in caso di necessità, tenendo conto degli effetti negativi quali la tossicità per l’uomo, la residualità sul frutto e la dannosità sull’ecosistema. In quest’ottica di difesa è di fondamentale importanza individuare tempestivamente la presenza delle avversità ed effettuare controlli accurati per determinare il momento più opportuno per eventuali interventi. Nelle condizioni colturali marsalesi i parassiti che in questa fase vegetativa attaccano la fragola possono essere controllati con interventi che rientrano nella lotta integrata, come di seguito indicato.

Ragnetto Rosso ( Tetranychus urticae ) - L’ingiallimento delle foglie basali può essere il primo sintomo dell’attacco del ragnetto rosso. L’eliminazione di queste foglie, se si riscontra il litofago sulla pagina inferiore, rappresenta il primo intervento di contenimento. All’inizio dell’infestazione (1-2 adulti per foglia) la lotta può essere effettuata con l’impiego del predatore specifico Phytoseiulus persimilis, lanciando 10-12 individui per m2 di superficie coperta e ripetendo l’intervento 2-3 volte. In presenza di una elevata infestazione si può fare ricorso a prodotti a base di azociclotin (adulticida) ed esitiazox ( ovicida ) .

Afidi (Macrosiphum euphorbiae, Chetosiphon fragaefoli ) - I primi attacchi di questi parassiti si riscontrano sui peduncoli fiorali, sui calici e sulla pagina inferiore delle giovani foglie. L’inizio d’infestazione viene segnalato anche dalle prime gocce di melata sul film pacciamante. Nella fase iniziale dell’attacco (10-15 afidi per pianta) si può intervenire con il predatore specifico Chrysoperla carnea, impiegando 20 larve per metro lineare di bina, ripetendo l’intervento in caso di necessità. Quando l’infestazione è molto elevata conviene intervenire con prodotti a base di piretro naturale o eptonofos 50.

Tripidi (Frankliniella occidentalis) - I danni riguardano sia i fiori che i frutti, su cui si verificano rispettivamente aborti e rugginosità. Per controllare questo parassita è necessario intervenire tempestivamente. A tal fine si consiglia di installare all’inizio della fioritura trappole cromotropiche di colore azzurro in modo da rilevare l’andamento dell’infestazione e anche per abbassare la popolazione. Con bassi livelli d’infestazione ( meno di 10 individui per fiore) si può intervenire con lanci di Orius laevigatus in ragione di 1 predatore per m2 di superficie coperta, ripetendoli 2-3 volte. In caso di forti attacchi si possono utilizzare prodotti chimici come acrinatrina.

Oidio ( Oidium fragariae ) - Questa malattia trova quasi sempre condizioni favorevoli per il suo sviluppo e quindi richiede un attento controllo. Vengono attaccate principalmente le foglie che si presentano con la lamina fogliare incurvata verso l’alto e con delle chiazze bianche polverulenti sulla pagina inferiore. La presenza del fungo si riscontra anche sui frutti verdi e su quelli già invaiati. Lo zolfo micronizzato riesce a combattere efficacemente questo parassita. Con temperature basse lo zolfo risulta poco efficace e quindi sono preferibili prodotti a base di fenarimol, triforine, miclobutanil e nuarimol.

Muffa grigia ( Botrytis cinerea )- E’ un fungo che si sviluppa principalmente a carico dei fiori e dei frutti. Generalmente non provoca danni se si ha l’accortezza di curare l’aerazione dei tunnel, di evitare ristagni di acqua nel terreno e la prolungata bagnatura della vegetazione e di limitare le concimazioni azotate. Nel caso di andamento stagionale molto favorevole allo sviluppo della crittogama si può intervenire con prodotti a base di pirimetanil.

Gaspare Bonomo 

Vincenzo Maltese

 
 
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