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a cura del dott. Gaspare Bonomo.

  
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Fragolicoltura Marsalese
Pubblicato su Colture Protette n.5, 2009- Pianeta Sicilia 

 

C’E’ BISOGNO DI VARIETA’  REALIZZATE AD HOC E DI UN’ATTIVITA’ VIVAISTICA NELL’AREA PRODUTTIVA 
 

  Nel corso degli anni la fragolicoltura marsalese ha subito un continuo processo evolutivo, passando dal tunnel semplice al tunnel multiplo, dalle piantine frigoconservate a quelle fresche, dalla difesa a calendario alla lotta integrata. Questa evoluzione ha portato innanzi tutto alla standardizzazione del sistema di produzione e  ad una serie di condizioni favorevoli (ampio calendario di commercializzazione, costi di produzione non molto elevati, buone caratteristiche qualitative e igienico-sanitarie dei frutti), che nell’insieme hanno dato stabilità a questo comparto.      Ormai la coltivazione nella zona si è stabilizzata all’interno di aziende specializzate, occupando una superficie complessiva di circa 150 ha.

  L’impiego della piantina fresca è  quasi generalizzato, solo l’8% del materiale di moltiplicazione  è costituito da piante  frigo. Diminuisce anche la presenza di   coltivazioni con piante di secondo anno (7%).   Nell’ambito delle piante fresche   si ha una prevalenza di quelle  a radice nuda (59 %), anche se l’impiego delle cime radicate è in continuo aumento ( 41 %).    La pianta fresca    ha permesso di allungare il calendario di commercializzazione e di esaltare alcuni aspetti  caratterizzanti della fragolicoltura marsalese: precocità e qualità dei frutti. 

Purtroppo i vivai che producono piante fresche si trovano a notevole distanza dalla Sicilia e non sempre dispongono di materiale pronto per essere impiantato entro  tempi utili per la buona riuscita della coltivazione. Pertanto, la scelta della tipologia di piante è legata spesso alla disponibilità   di materiale di propagazione prodotto dalle aziende vivaistiche.

   Il problema si potrebbe risolvere avviando un’attività vivaistica  nell’area di produzione, in modo da dare la possibilità alla fragolicoltura siciliana di rendersi autonoma per quanto riguarda l’approvvigionamento  materiale di propagazione.

   In una prima fase si potrebbe avviare un’attività vivaistica finalizzata alla pianta fresca (“cima radicata”), ottenuta da cime di stoloni provviste di abbozzi radicali prelevate da vivai di piante madri costituiti in Sicilia,  in grado di radicare rapidamente su un substrato di torba e di essere messa a dimora in campo  dopo circa un mese. Ma esistono in Sicilia anche le possibilità di avviare un’attività   vivaistica in montagna per la produzione di piante fresche a radice nuda. Fino ad oggi è mancata una qualificata attività di ricerca capace di approfondire questi problemi e di fornire alle aziende vivaistiche risultati prontamente utilizzabili.

  Altro  problema che attualmente assilla la fragolicoltura  marsalese è quello di sostituire la vecchia varietà Tudla con altre di maggiore pregio qualitativo. Anche se il ridimensionamento di questa varietà cresce di anno in anno, rimane ancora quella  più coltivata (36%). Tra le nuove varietà riscuote maggiore interesse la Naiad (26%), seguita da Candonga (16%), Camarosa(13%) e  Carmela (3%). La preferenza di una varietà rispetto ad un’altra dipende principalmente dalla tipologia di pianta impiegata.

     Negli impianti con piante frigoconservate la varietà più utilizzata è Carmela (43%) seguita da Camarosa (31%) e da Candonga (20%); nella maggior parte degli impianti effettuati con piante fresche a radice nuda si preferisce ancora la Tudla (62%),  anche se va crescendo la percentuale delle altre varietà  come Candonga (13%), Naiad (12 %) e Camarosa (11 %). Negli impianti dove si utilizzano cime radicate, Naiad (52%) è la varietà maggiomentte impiegata, seguita da Candonga (19%) e Camarosa (13%). La mancanza di una varietà costituita  ad hoc, che si identifichi con l’area di produzione,   costituisce per Marsala un freno per qualsiasi processo innovativo sia a livello produttivo che organizzativo. L’attività avviata dal  Mipaf, con il progetto     di  miglioramento genetico della fragola per le aree meridionali, mirava appunto ad ottenere  nuovi genotipi che permettessero di risolvere questo problema.

     Purtroppo  questa attività di ricerca non ha prodotto alcun risultato e ancora  oggi,  se si vuole dare un futuro alla fragolicoltura marsalese, bisogna riprendere questo progetto per ottenere genotipi di fragola (Fragaria × ananassa) caratterizzati da frutti dolci e consistenti, resistenti ai parassiti tellurici e idonei a essere coltivati in Sicilia. La disponibilità di varietà che si identifichino con il luogo di produzione permetterà di promuovere un’azione specifica di marketing, basata sull’adozione di appositi marchi in grado di evidenziare e trasmettere all’utilizzatore l’informazione che si tratta di varietà siciliane, moltiplicate nel luogo di produzione, coltivate con tecniche a ridotto impatto ambientale e, soprattutto, caratterizzate da elevate qualità organolettiche.                               

                                                                                                                             Gaspare Bonomo

Giovanni Catalano

 
Marsala, i prezzi dei fiori nel 2008

(Pubblicato su Colture Protette, n. 4, 2008 – Pianeta Sicilia)

 

Marsala, i prezzi dei fiori nel 2008 

 

Nel marsalese tutta la produzione floricola viene venduta all’asta attraverso i due mercati alla produzione, “Florabella” e “ Il Contadino”. Questo sistema di vendita,  garantendo  la trasparenza dei prezzi, riscuote la fiducia sia dei produttori che dei commercianti. Peraltro ha contribuito a fare evolvere il settore, indirizzandolo verso prodotti di qualità e verso un allargamento delle specie e delle varietà coltivate. Questo processo evolutivo ha riguardato principalmente la rosa,  ma novità si registrano  anche a livello di girasole, lisiantus e gipsofila.

  Per esaminare l’andamento commerciale del 2008  sono stati rilevati presso i due mercati alla produzione  i prezzi medi mensili realizzati dai coltivatori per ogni specie, indipendentemente dalla varietà e dalla qualità. 

 La rosa ha spuntato un prezzo medio di 0,29 euro/stelo, facendo registrare i valori più elevati nei mesi di febbraio (0,93 euro/stelo), dicembre (0,47 euro/stelo),  marzo(0,43 euro/stelo)  e gennaio(0,40 euro/stelo)   e quelli più bassi nei mesi di   aprile(0,17 euro/stelo) e luglio(0,19 euro/stelo). Negli altri mesi i prezzi si sono mantenuti tra 0,21 e 0,31  euro/stelo. Rispetto al 2007 si è avuto un aumento del prezzo medio e questo per effetto dei prezzi registrati nel periodo maggio – ottobre. L’incremento dei prezzi   è da collegare anche ad una migliore distribuzione dell’offerta,  che si è attestata  intorno al 6% mensile nel periodo invernale e al 10% mensile nel periodo primaverile estivo.

Il prezzo medio del garofano   si è mantenuto entro i livelli del precedente anno  (0,07euro/stelo), con valori compresi tra 0,03 e 0,14 euro/stelo, rispettivamente a luglio e ottobre. Le offerte mensili si sono mantenute tra il 6% e l’8%, con punte del 12- 3% nel mesi di luglio e   ottobre.

La gerbera ha fatto registrare prezzi  medi vicini a quelli del 2007 (0,10 euro/stelo). I prezzi più elevati sono stati registrati  nei mesi di ottobre (0,20 euro/stelo) e dicembre  (0,18 euro/stelo). Negli altri mesi le quotazioni hanno oscillato  tra 0,04 e 0,13euro/stelo. L’offerta  si è mantenuta mediamente intorno al 7%, ad eccezione dei mesi di   marzo, aprile, ottobre (11-12%) e agosto (4%).

Il gladiolo ha avuto quotazioni medie di 0,28 euro/stelo, con oscillazioni tra 0,17 e 0,37 euro/stelo. Il flusso delle offerte è risultato molto variabile, con maggiori concentrazioni nei mesi di ottobre  e gennaio.

Il prezzo  del lilium è variato  con la tipologia,  con valori medi compresi tra  0,50  e 0,70uro/stelo.

Il lisiantus è stato commercializzato principalmente nel periodo maggio-settembre, con il massimo delle offerte nel mese di  luglio (27%). E’ stato  realizzato un prezzo medio di 0,19euro/stelo. Durante il periodo invernale   il prodotto è quasi assente e i pochi quantitativi che vengono commercializzati  raggiungono prezzi fino a 0,70 euro/stelo.

Il prezzo della  gipsofila varia con la varietà.  I prezzi  della Million Star  si sono mantenuti intorno a 6 euro/mazzo, con punte di 12 euro nel mese di marzo. Nelle varietà tradizionali i prezzi hanno avuto un andamento medio di  2,5 euro/mazzo.

Cresce l’interesse verso il    girasole,   che conquista nuove superfici e raggiunge prezzi di mercato superiori a quelli del precedente anno. Infatti, i prezzi medi sono passati da 0,22 a 0,30 euro/stelo, con punte di 0,41 nei mesi di marzo, giugno e settembre.

 Il garofano spray  si mantiene sui livelli degli anni precedenti, sia nella  quantità  sia nei prezzi (0,07 euro/stelo).

Dall’esame complessivo dell’andamento commerciale si desume che   i prezzi della maggior parte delle     specie  hanno mantenuto o superato leggermente  i livelli della precedente annata. Significativi aumenti si sono avuti, invece, nella rosa e nel girasole, soprattutto per i prodotti di qualità.

Gaspare Bonomo

Vincenzo Maltese

 

 

 
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